AI Act (regolamento europeo sull’IA)
L’AI Act è il quadro normativo dell’Unione europea per l’intelligenza artificiale. Classifica le applicazioni in base al rischio e vi collega degli obblighi — per le imprese il più visibile riguarda i contenuti e le risposte prodotti da un’IA.
L’AI Act classifica le applicazioni di IA secondo il rischio che comportano: dalle pratiche vietate agli ambiti ad alto rischio, fino agli impieghi a rischio limitato. Più alta è la classificazione, più severi sono i requisiti di tracciabilità, sorveglianza e documentazione. Il regolamento si applica direttamente in tutta l’Unione ed entra in vigore per fasi.
Per la maggior parte delle piccole e medie imprese non si tratta di sistemi ad alto rischio, ma di trasparenza. Dove una macchina dialoga con le persone o genera contenuti, deve essere riconoscibile che c’è di mezzo una macchina. Vale per gli assistenti sul proprio sito come per testi e immagini generati automaticamente.
In pratica significa dichiarare anziché dissimulare. Chi rende esplicito dove è intervenuta l’IA non adempie soltanto a un obbligo: anticipa una domanda che il lettore si pone comunque. Per i dettagli del caso specifico serve una verifica legale — una voce di glossario non sostituisce una consulenza.
Termini correlati
Domande frequenti.
Posso impedire che l'IA venga addestrata con i miei contenuti — senza diventare invisibile?
Sì — con un opt-out TDM (TDMRep): una riserva d'uso leggibile dalle macchine che vieta il text and data mining dei tuoi contenuti per l'addestramento IA. La base giuridica è il quadro normativo UE, che obbliga i fornitori di grandi modelli IA a rispettare tali riserve. La lettura e la citazione da parte dei sistemi di risposta IA restano permesse — quindi rimani visibile e citabile, mentre i tuoi testi non confluiscono stabilmente nei modelli. Definisci la regola una sola volta in forma leggibile dalle macchine, invece di affidarla solo a un testo legale.
Il mio sito deve essere accessibile — mi riguarda?
Dipende da cosa fa il tuo sito. La base è lo European Accessibility Act (direttiva UE 2019/882), applicabile dal 28 giugno 2025 e recepito a livello nazionale — in Italia con decreto legislativo. Riguarda soprattutto i siti attraverso cui i consumatori possono acquistare prodotti o prenotare servizi, come shop e prenotazioni online. Per le microimprese che offrono servizi sono previste esenzioni. Se il tuo caso rientra, in caso di dubbio fallo verificare da un legale — una risposta vincolante può dartela solo chi è abilitato.
A prescindere dall'obbligo, l'accessibilità conviene quasi sempre: struttura chiara, buoni contrasti e utilizzo da tastiera rendono il sito più usabile per tutti — anche per ospiti più anziani e da smartphone. E la stessa struttura pulita che aiuta uno screen reader aiuta anche motori di ricerca e sistemi di IA a capire correttamente i tuoi contenuti. L'accessibilità è qualità — non un extra fastidioso.